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La denuncia della centrale termica

 

 centrale termica

Denuncia ex ISPESL di una centrale termica: di cosa si tratta?

Cosa è e cosa non è. Esploriamone i punti salienti.

Indice del post[Hide]

1. Che cos’è

È una pratica che comprende una serie di documenti tecnici sugli aspetti di sicurezza e protezione di un impianto termico ad acqua calda a temperature minore di 110 °C e portata termica maggiore di 35 kW.

Fino a quando non si presenta la denuncia, è come se l’impianto termico non esistesse.

Se la centrale termica è in esercizio da anni ma non è stata mai denunciata, per metterti in regola dovrai redarre un progetto ex-novo.

In fase di denuncia, dichiarerai l’impianto come “nuovo” e lo adeguerai in base alle specifiche di progetto.

2. Normativa di riferimento

Il DM 01/12/1975 stabilisce le specifiche tecniche applicative da osservare per progettare un impianto di riscaldamento che raggiunga i requisiti di sicurezza.

3. Cosa riguarda

La pratica riguarda il dimensionamento e la verifica di tutti gli apparecchi di:

-          sicurezza;

-          protezione;

-          misura.

Non riguarda:

-          il calcolo idraulico dell’impianto (cioè il dimensionamento di tubazioni, elettropompe, adduzioni gas, valvole, terminali…);

-          le caratteristiche tecniche dei locali in relazione a prevenzione incendi e rischi esplosione;

la pratica si focalizza sulla prevenzione del rischio dei circuiti idraulici che servono i generatori di calore.

4. Scopo

Lo scopo della pratica INAIL è verificare ed attestare la sicurezza dei dispositivi presenti nella centrale termica.

È necessaria in quanto l’apporto di calore dovuto alla combustione può far si che tali dispositivi raggiungano valori di pressione pericolosi.

5. Chi la fa

La fa l’installatore.

Dovrà attenersi ai contenuti ed al formato specificati nella circolare INAIL 28/02/2011.

Ciò in base alle disposizioni del DM 01/12/1975 al Titolo II.

6. Quando va fatta

Devi fare la denuncia in caso di caldaie con potenza globale > 35 kW in caso di:

-          nuova installazione;

-          modifica o sostituzione di un generatore di calore con conseguente modifica della pressione di targa o aumento della potenzialità nominale;

-          modifiche dei dispositivi di sicurezza e di protezione dei generatori di calore.

Leggi anche: Denuncia della centrale termica: quando va fatta?

7. A chi va presentata

Va inviata all’INAIL  (ex ISPESL) competente per zona.

Ciò in base a quanto previsto dal DM 01/12/1975 all’art. 18.

L’ISPESL era l’Istituto Superiore per la Previdenza e la Sicurezza del Lavoro.

Era l’ente al quale si doveva presentare la denuncia delle centrali termiche fino al 2010.

La pratica era infatti detta “Denuncia ISPESL”.

L’INAIL ne ha assorbito le funzioni nel 2010.

8. Cosa contiene

Una pratica INAIL di denuncia di un impianto di riscaldamento deve contenere i documenti seguenti:

  • la denuncia redatta sul Modello RD;
  • la relazione tecnica redatta sul Modello RR;
  • una relazione tecnica redatta sul Modello RR/gen per ogni generatore di calore presente nella centrale;
  • una relazione tecnica redatta sul Modello RR/circuiti per ogni circuito intercettabile dalla centrale;
  • dati complementari alla relazione tecnica specificati al punto 3 della Circolare Inail A00-09 01448/2011;
  • lo schema idraulico dell’impianto.

9. Cosa è opportuno integrare

Se la documentazione su riportata non basta perché il funzionario INAIL abbia una visione completa dell’impianto, puoi integrarla con:

-          le schede tecniche dei dispositivi impiegati;

-          specifiche tecniche integrative;

-          relazioni di calcolo approfondite.

10. La Raccolta R

La Raccolta R è il Regolamento degli impianti ad acqua calda.

Raggruppa le specifiche tecniche applicative del DM 01/12/1975.

Si applica:

-  agli impianti centrali di riscaldamento alimentati ad acqua calda sottopressione:

  • a temperatura minore o uguale a 110 °C;
  • con potenza nominale massima complessiva (o portata termica massima complessiva) dei focolai maggiore di 35 kW

-  ai generatori ed agli scambiatori di calore quando la temperatura del fluido del circuito primario è maggiore di 110°C

-  ai circuiti secondari degli scambiatori di calore quando la temperatura del fluido del circuito primario è minore di 110 °C.

 

Organizza le specifiche in fascicoli.

Il Fascicolo R1 raggruppa le specifiche di carattere generale.

Definisce:

  • la terminologia di riferimento;
  • le tipologie di calore;
  • i campi di applicazione.

Ha sostituito la precedente raccolta del 1982.

Il suo obiettivo è adattare la regolamentazione degli impianti di riscaldamento centralizzati alimentati da acqua calda sotto pressione all’evoluzione tecnologica che si è avuta negli anni.

È in vigore dal 01/03/2011.

L’ha introdotta la Circolare INAIL n. 1 IN/2010 del 14/12/2010.

Il Fascicolo R2 raggruppa le specifiche tecniche riguardanti i dispositivi di sicurezza, protezione e controllo degli impianti termici.

Il Fascicolo R3 raccoglie le specifiche tecniche relative agli impianti:

  • con vaso di espansione aperto;
  • con vaso di espansione chiuso;
  • con generatori che utilizzano combustibili solidi non polverizzati;
  • con scambiatori di calore con circuito primario alimentato da fluidi con temperatura maggiore di 110 °C;
  • con generatori di calore modulari;
  • di cogenerazione;
  • a pannelli solari;

e relative ai riscaldatori d’acqua per servizi igienici e per usi tecnologico ad uso diretto.

Il Fascicolo R4 raggruppa le specifiche tecniche riguardanti le verifiche tecniche degli impianti.

Le Appendici I e II riportano rispettivamente le specifiche tecniche per la verifica della rispondenza dei dispositivi limitatori di temperatura e di pressione.

11. Iter

-  L’installatore invia la denuncia insieme ad un progetto firmato da un tecnico abilitato via PEC.

- L’INAIL esamina il progetto.

-  Se il progetto rispetta le specifiche imposte dalla normativa, l’INAIL:

  • Invia un tecnico per il sopralluogo della centrale termica , che rilascierà il Libretto matricolare d’impianto;
  • procede all’omologazione dell’impianto.

 

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