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Vantaggi e svantaggi delle stufe a pellet

Stufa a pellet

 

Sempre più famiglie scelgono i sistemi a pellet per il riscaldamento domestico, vedendo in essi un’opportunità di risparmio e di efficienza energetica.

Ma conviene davvero installare una stufa a pellet nella propria casa? Quali sono i pro e i contro dell’utilizzo di una stufa a pellet?

 

 

 

 

Andiamo ad analizzare i vantaggi e gli svantaggi di queste stufe ed i rimedi proposti ad eventuali problemi.

 

 

1.Vantaggi delle stufe a pellet

1.1.È un prodotto ecologico

La stufa a pellet è un prodotto ecologico perché impiega come combustibile il pellet, che, in virtù della sua composizione, è il più rispettoso dell’ambiente fra tutti i combustibili fossili presenti sul mercato. 

Il pellet è infatti composto da cilindretti di segatura e rifiuti del legno lavorato, scarti di lavorazione che al posto di andare in discarica vengono pressati e riutilizzati. 

Il pellet non proviene quindi dal taglio degli alberi e la sua produzione non richiede l’abbattimento di nuove piante.

Leggi anche: Che cos'è il pellet

1.2. È biocompatibile

La stufa a pellet è considerata un prodotto biocompatibile, cioè non ha effetti nocivi sull’organismo.

La combustione che avviene all’interno della stufa è estremamente pulita e produce un numero ridotto di emissioni poco inquinanti (solamente acqua ed anidrire carbonica).

Per tale ragione, quando si effettua la manutenzione della stufa, non c’è pericolo di provocare inavvertitamente la fuoriuscita di pericolose emissioni di CO2 a causa di braci non completamente spente.

1.3. Non incide sul bilancio delle emissioni di gas serra

In virtù della composizione stessa del pellet, l’anidride carbonica emessa nella combustione è la stessa che la pianta, dalla quale proviene lo stesso pellet, ha sottratto dall’ambiente ed immagazzinato per effetto della fotosintesi clorofilliana.

L’ anidride carbonica CO2 emessa  dai fenomeni di combustione impiegati per le attività umane è la principale causa dell’effetto serra.

Bruciando, il pellet emette un quantitativo di CO2 talmente ridotto da poter essere considerato un combustibile ad emissioni 0.

Confrontando  l’emissione media di CO2 eq/MWh  utile di pellet, gas naturale e GPL

 

COMBUSTIBILE CO2eq/MWh utile emessa
Pellet 30
Gas naturale 250
GPL 270

 

Evidente è il risparmio di CO2 emessa quando si sceglie il pellet come combustibile.

Tale scelta potrebbe tradursi in un risparmio annuo di 45-50 t di CO2eq per un’abitazione di 150 m2 ed in un risparmio complessivo di 900-1000 t in 20 anni di esercizio di un impianto di riscaldamento.

Leggi anche: Gli effetti dell’effetto serra e lo sviluppo sostenibile

1.4. Non rilascia fumi nell’ambiente

La camera di combustione (o braciere) in cui avviene la combustione del pellet è chiusa in maniera ermetica.

Una ventola situata all’interno della stufa provvede poi ad estrarre i fumi ed i residui di combustione verso la canna fumaria.

Leggi anche: Come funzionano le stufe a pellet

1.5. Presenta una notevole resa termica

Le stufe a pellet più efficienti arrivano a riscaldare un ambiente di 300 m3 con un consumo di 800 g di pellet.

La capacità di riscaldamento è comunque correlata a tanti altri fattori, come ad esempio la classe energetica della casa.

1.6. Riduce i consumi

Il potere calorifico del pellet è doppio rispetto a quello della legna: da qui ne deriva un risparmio dal punto di vista dei consumi.

1.7. È facile da pulire

Produce poca cenere, molto meno rispetto ad altre stufe, ed è pertanto semplice da pulire.

La pulizia quotidiana del braciere ha lo scopo di far affluire liberamente l’aria di combustione.

Leggi anche: Manutenzione e pulizia delle stufe a pellet

1.8. È pratica

Una volta acquistato il pellet in sacchetti, si carica la stufa versandone la quantità necessaria al fabbisogno dell’ambiente da scaldare nell’apposito contenitore, dopo di che si innesca la combustione mediante un sistema elettronico che funziona in modo automatico.

È possibile regolarne la temperatura, l’accensione e lo spegnimento attraverso un telecomando  come i comuni elettrodomestici.

La praticità e la comodità di utilizzo della stufa a pellet è motivata anche dalla praticità dello stesso pellet, facile da trasportare e da conservare.

1.9. È ideale per gli spazi ridotti

Il pellet non è ingombrante: questo rende la stufa a pellet ideale per chi vive in un’appartamento o in un condominio oppure in una casa piccola che non dispone dello spazio necessario per collocare un altro tipo di combustibile, per es. la legna da portare ai livelli di essiccatura e di stagionatura richiesti per la combustione.

1.10. Funziona in modo automatico

Ingloba una tecnologia molto più avanzata rispetto alle altre tipologie di stufe.

Nel suo funzionamento procede in maniera automatica e non richiede interventi manuali, fatta eccezione per il caricamento del pellet nella tramoggia.

1.11. L’acquisto di stufe a pellet dà diritto a detrazioni fiscali

La crescente preoccupazione per i cambiamenti ambientali in atto ha sensibilizzato in modo sempre più incisivo i Paesi avanzati e quelli in via di sviluppo ai temi dell’efficienza energetica.

Obiettivo primario delle politiche intraprese a tal scopo è la riduzione dell’emissione di CO2.

La caratteristica del pellet di far si che la combustione avvenga in modo naturale e senza emissione di gas inquinanti ha indotto molte nazioni a favorire l’acquisto di impianti a pellet attraverso un piano di incentivi ed agevolazioni fiscali.

Per il 2017 è stato confermato il beneficio delle detrazioni fiscali sull’acquisto della stufa a pellet pari al 50% o al 65% scaricabile dalla Denuncia dei Redditi.

  • La detrazione del 50% spetta a chi acquista una stufa a pellet a seguito di interventi di ristrutturazione edilizia che beneficiano del Bonus ristrutturazione 2017.
  • La detrazione del 65% spetta a chi acquista la stufa per migliorare l’efficienza energetica della propria casa e quindi a seguito di un intervento che beneficia  dell’Ecobonus 2017 per il risparmio energetico.

Leggi anche: Ecobonus 2017 per il risparmio energetico

Guida al Bonus Ristrutturazioni 2017

1.12. Può essere usata come caldaia per la produzione di ACS

In particolari tipologie di stufe a pellet viene fatta circolare acqua nello scambiatore di calore, che la scalda e la fa invia ai termosifoni. 

2. Svantaggi delle stufe a pellet

 2.1. Può causare aria secca

Il tasso di umidità all’interno di un’abitazione dovrebbe essere compreso tra il 30%ed il 50%:

  • al di sopra di questa soglia si ha umidità che comporta a sua volta problemi motori ed articolari ed altri squilibri. In particolare, le stufe a pellet impiegano un sistema di ventilazione forzata dell’aria , che fa si che l’aria venga:
  • al di sotto di questa soglia si ha aria secca che causa problemi alla salute dell’uomo, come disidratazione, secchezza oculare e delle fauci, problemi respiratori, senso di apnea e mal di testa;
  • mossa ed aspirata da una ventola;
  • spinta verso l’interno della stufa;
  • riscaldata e restituita all’ambiente sottoforma di aria calda.

Durante questo processo, la ventola non assorbe solamente aria ma anche la polvere e l’aria secca  già presente nell’ambiente, accentuando il problema.

A rimedio di tale problema, molti modelli di stufa a pellet dispongono al loro interno di una vaschetta d’acqua che ha lo scopo di restituire all’ambiente un giusto tasso di umidità.

In assenza di questa, il problema dell’umidità può essere facilmente risolto ponendo sopra la stufa una vaschetta d’acqua.

Se il problema persiste o è di una certa entità, si può abbinare alla stufa un deumidificatore.

2.2. Richiede l’alimentazione elettrica

Il suo funzionamento richiede l’energia elettrica come se fosse un elettrodomestico.

Anche se ha un consumo di energia elettrica minimo, comunque non funziona a seguito di un black out.

La soluzione a questo problema potrebbe essere l’impiego di un gruppo di continuità (UPS , Uninterruptible Power Supply), che ha proprio lo scopo di mantenere elettricamente alimentati in corrente alternata apparecchi elettrici che non possono in nessun caso restare senza corrente.

2.3. Richiede una canna fumaria

Anche se di dimensioni ridotte, la canna fumaria è necessaria per lo smaltimento di fumi all’esterno.

Leggi anche: Posso utilizzare la stufa a pellet senza canna fumaria?

2.4. Richiede l’impiego di un aspiracenere per la pulizia

L’aspiracenere è un elettrodomestico che ha essenzialmente la funzione di aspirare la cenere prodotta dalla combustione di pellet o di legna nelle stufe e nei camini.

È usato per la pulizia ordinaria della stufa a pellet, che deve avvenire con una frequenza di 2-3 giorni almeno, a seconda dell’utilizzo della stufa in termini di:

  • tipo di pellet impiegato;
  • potenza impostata;
  • tempo di funzionamento della stufa.

2.5. La pulizia straordinaria prevede l’intervento di un tecnico specializzato

La pulizia straordinaria va effettuata da un tecnico specializzato almeno 1 volta l’anno e prevede:

  • la pulizia delle parti interne della stufa;
  • il controllo delle guarnizioni di tenuta;
  • la pulizia della canna fumaria.

2.6. Il montaggio deve essere effettuato esclusivamente da un tecnico specializzato

La stufa a pellet è un macchinario complesso: per questo motivo un eventuale guasto necessita  dell’intervento di un tecnico specializzato.

2.7. È necessario impiegare un pellet di ottima qualità

Un pellet scadente ha il duplice inconveniente di:

  • vanificare la resa termica della stufa;
  • compromettere la salubrità dell’ambiente.

Reperire pellet di qualità non è sempre semplice.

 

Leggi anche:  I sistemi di certificazione di qualità del pellet

 

2.8. La stufa a pellet ha un costo  maggiore rispetto alle stufe a legna , a GPL o a metano

Il maggiore costo d’acquisto della stufa viene comunque ammortizzato:

  • dalla riduzione dei consumi;
  • dal ridotto costo del pellet rispetto agli altri combustibili;
  • dalle detrazioni fiscali.

2.9. Può essere rumorosa

Il rumore può essere provocato:

  • dal sistema motorizzato per il caricamento del pellet all’interno della stufa che fa scendere il pellet dalla tramoggia alla camera di combustione;
  • dalla ventola per la circolazione dell’aria calda;
  • dalla ventola di aspirazione dei fumi di scarico.

Molti modelli di stufa a pellet hanno rimediato a tale problema inglobando un silenziatore.

2.10. Studi recenti hanno additato le stufe a pellet  come fonte di inquinamento

Ricerche condotte in ambito ambientale hanno individuato nella combustione di biomasse legnose (e quindi nell’impiego delle stufe a pellet) la 1a causa di inquinamento da PM10 nell’aria.

Tali analisi sono state però contrastate ed accusate di disinformazione speculativa.

Al fine di tutelare la trasparenza del mercato e di garantire al consumatore consapevolezza sui propri acquisti, l’AIEL (Associazione Italiana Energie agroforestali) ha presentato la certificazione nazionale “Aria Pulita”.

“Aria Pulita” ha lo scopo di classificare stufe e caldaie a legna e a pellet e di:

  • certificare i sistemi valutati da 2 a 4 stelle;
  • non certificare i sistemi valutati con 1 sola stella, ritenendoli non idonei in termini di rapporto tra emissioni e rendimento.

Leggi anche: Stufe a pellet e PM10

         La certificazione Aria Pulita

 

E tu consiglieresti l’uso della stufa a pellet per il riscaldamento domestico?

 

 

 

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